“Privi di risorse siamo ridotti alla completa paralisi”
L’urlo dei minisindaci: “Salviamo Roma”
I Presidenti degli undici Municipi di centrosinistra hanno alzato la voce con forza. Dopo anni di tagli ai fondi e di sacrifici per assicurare i servizi essenziali ai cittadini, hanno tentato di richiamare l’attenzione della popolazione e dei media nazionali occupando la torretta del Campidoglio nella giornata del 26 settembre e proseguendo l’iniziativa nei giorni seguenti. I bersagli della protesta sono stati il governo Berlusconi la Giunta Alemanno. Il primo è stato criticato per la disposizione che costringe i Municipi a creare scuole ‘giganti’. La giunta Capitolina è stata invece accusata di aver truccato il Bilancio 2011 e di aver apportato eccessivi tagli alle casse dei Municipi che, di fatto, ne paralizzano l'operato.
Le ripercussioni di alcune direttive nazionali si fanno sentire anche nel Municipio XI. L’obbligo di aggregazione delle scuole materne, elementari e medie, per un numero minimo di 1.000 alunni ad istituto, comporterà la riduzione del 20% degli Istituti Scolastici, passando da 9 a 7. Di fronte a questa prospettiva il presidente del Municipio XI Andrea Catarci ha invitato la Regione Lazio a ricorrere alla Corte Costituzionale, seguendo l’esempio di altre Regioni, “insieme ai Dirigenti scolastici, agli insegnati, al personale non docente, alle Organizzazioni Sindacali, agli studenti e alle loro famiglie contro una norma che penalizza quel diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione”.
Ancora più pesanti le accuse che tutti i “minisindaci” hanno rivolto alla Giunta Alemanno in relazione al Bilancio 2011. Una rendicontazione che è arrivata a luglio, con circa 7 mesi di ritardo e in cui “la Giunta Alemanno è riuscita a sbagliare macroscopicamente i conti, mentre adesso si appresta a cercare di recuperare 37 milioni”. Un bilancio definito “truccato ed inaffidabile” che “per fare cassa prevede la riduzione dei fondi per il Personale (4 milioni di euro), per Roma Metropolitane (407.000 euro), per la demolizione e lo sgombero di manufatti derivanti da abuso edilizio (300.000 euro), nonché l’aumento di 3 milioni delle entrate tributarie, cioè ancora un aumento di tasse e tariffe comunali”.
Decurtazioni che, affermano i “minisindaci” di centrosinistra, “lasciano i Municipi di Roma ridotti alla completa paralisi, privi di risorse economiche e di personale cercando comunque di fronteggiare il malessere dei Romani e di assicurare il governo dei territori in condizioni ormai disperate”.

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