Continuano le polemiche sulle strutture in progettazione
Vigna Murata: il centro commerciale che nessuno vuole
L'associazione Ottavo Colle denuncia la sordità delle istituzioni
Due megastrutture spunteranno come funghi su via di Vigna Murata: cambiando per sempre il paesaggio, apportando danni e disagi, causando lo scontento e la rabbia dei cittadini. Si parla del centro commerciale e della torre abitativa (ben 14 piani), con relativi parcheggi, previsti a circa metà della strada: dove ora ci sono solo eucalipti, erba e fiori. Il tutto in nome di un'urbanizzazione che invece di aiutare i cittadini nella loro vita urbana e sociale, o quantomeno venir loro incontro, tende a ripetere all'infinito il paradigma delle speculazioni edilizie degli anni Sessanta. Ma con meno furbizia forse: costruire un centro commerciale tra i già vicinissimi Granai ed Euroma2 non sembra proprio una mossa tattica.
Il quadrante in cui sorgeranno le due strutture è un'area semi-dismessa, compresa tra i quartieri Ottavo Colle, Roma 70 e Fonte Meravigliosa. A ridosso di Vigna Murata, più propriamente si svilupperà su via Grotte d'Arcaccio: vicino alla triade di scuole Primo Levi, Peano e De Pinedo.
I primi progetti per la realizzazione delle strutture risalgono a 7 anni fa, a seguito della proposta di una società privata edile (Parsitalia) di effettuare un cambio di destinazione d'uso dell'area; ma la procedura del Bilancio partecipativo è stata avviata dal Comune solo all'inizio di quest'anno.
Entra in gioco l'associazione Ottavo Colle, contraria al progetto, che formula diverse proposte relative all'area in questione. “Non ci hanno fatto sapere nulla -riferisce Stefano Salvi, dell'associazione-. Siamo allora andati a chiedere direttamente al Dipartimento di Urbanistica, dove ci hanno risposto che stavano procedendo nelle valutazioni. Attualmente stanno processando l'ipotesi della costruzione, che sembra quasi certa”.
La proposta ha infatti ricevuto un'approvazione pressoché totale, in sede di Consiglio Municipale: nella seduta del 28 luglio, il progetto è stato votato quasi all'unanimità, da destra e sinistra, nonostante l'opinione palesemente avversa dei cittadini. “Non c'è stata alcuna possibilità di dialogo – afferma Stefano Salvi-. Ci hanno avvertito della riunione il giorno prima, e la nostra opinione è rimasta inascoltata. Il Municipio XI si è mostrato più volte insensibile, niente da fare: proveremo ad interloquire con il Comune”. Dal canto suo Andrea Catarci, presidente del Municipio XI, tiene a precisare il proprio impegno nel raccogliere le istanze della cittadinanza, anche in sede di Consiglio.
L'avversità alle costruzioni affonda in problematiche diverse. Se l'impatto ambientale non è affatto da sottovalutare, trattandosi di colate di cemento sopra un'area che ospita diverse specie vegetali e animali, ciò che reca un grave danno ai cittadini in senso stretto è anche l'impatto visivo e panoramico: in una zona che fa del verde il suo orgoglio e pregio, legata con affetto alla propria essenza bucolica e strenua combattente per le questioni ambientali, il calo della desiderabilità della zona che le costruzioni si porteranno appresso non sarà l'unica fonte di amarezza e disagio.
La questione si lega al forte impatto urbanistico che le costruzioni, annessi e connessi, portano con sé. Innanzitutto c'è il problema del declassamento della strada: via di Vigna Murata sarà infatti considerata non più strada di scorrimento, ma strada di quartiere. Ciò significa che i costruttori si levano diversi scrupoli: non devono fare la valutazione dell'impatto ambientale, non sono tenuti a costruire viadotti (poco estetici ma funzionali alla mole di traffico), e possono costruire rotatorie. Il progetto per via di Vigna Murata, deciso in sede amministrativa insieme ai costruttori, parla infatti di due rotatorie. Una di queste sarà proprio all'altezza delle future costruzioni: subito dopo una curva che, complice lo sbocco della strada, ha causato diversi incidenti, anche mortali. Spiega Salvi: “La rotatoria aumenterà sicuramente la congestione del traffico”, problema molto sentito dai fruitori della strada. “E di certo non diminuirà la pericolosità dell'incrocio”. Il declassamento di Vigna Murata, voluto dal Comune, renderà inoltre possibile costruire abitazioni a pochi metri da una trafficatissima strada a quattro corsie. “Sostanzialmente è una truffa – continua Salvi-. A loro serve per risparmiare soldi, ma non è possibile considerarla una strada di quartiere”.
Ma oltre il danno, c'è la beffa: con i soldi degli oneri dell'urbanizzazione, dovuti dai costruttori che si apprestano a cementificare aree non edificate, si andrà a costruire un tratto della famosa e contestatissima tangenziale Kobler. “Qualche milione di euro -spiega Salvi-, che costruirà il tratto fino a via del Tintoretto. Un'altra forma di compensazione”, magra ma almeno non dannosa, “è stata pensata dopo le nostre proteste: un asilo nido di 60 posti, che gli costerà un milione di euro”.
A queste motivazioni va aggiunto il profondo danno che l'apertura di un nuovo centro commerciale apporterà al commercio della zona, già provato dall'apertura dei Granai e quasi abbattuto, successivamente, da Euroma2. Un centro commerciale per di più con poche possibilità di sopravvivenza, proprio perché schiacciato dalle due entità cui si è frapposto.
L'associazione Ottavo Colle non è rimasta a guardare. Ha sfruttato tutte le possibilità che aveva di esprimere la propria contrarietà, al Consiglio municipale come al Dipartimento per l'Urbanistica. La redazione di un documento (che potete trovare al link http://fontemeravigliosa.files.wordpress.com/2011/02/osservazioni_cittadini_13-1-2011.pdf ), in cui vengono esposte con estrema professionalità le loro motivazioni, sembra non aver suscitato gli interessi di chi di competenza. “Ci siamo opposti per vie costituzionali – riprende Salvi con amarezza -, ma non ci hanno proprio filato”. Ora l'intenzione è di presentare due ricorsi al Tar, richiedendovi lo stop alle costruzioni e al declassamento di Vigna Murata.
Il dialogo non c'è, perché non tutti sono interessati ad averlo. Una decisione calata dall'alto, l'ennesima, contro cui i cittadini devono mostrare i muscoli. E spendere le proprie energie per tutelare i pochi beni comuni rimasti.

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