La battaglia del Santa Lucia
Rincorrendo le promesse della Regione si sospende il servizio
Il Santa Lucia dopo l'ennesima vittoria in campo giudiziario incassa una sconfitta dal sapore amaro, 350 pazienti, di cui 200 bambini, dovranno rinunciare alle proprie cure
NESSUNA manifestazione, nessun sit-in, nessuna trattativa. Non c’è più tempo per la Fondazione Santa Lucia. Sabato la direzione ha comunicato, “con vivo dolore e preoccupazione”, che il servizio di riabilitazione extraospedaliera - “oltre 350 pazienti, di cui 200 bambini” - verrà sospeso sino al 31 dicembre 2011. “La pesante esposizione - spiega il comunicato - nei confronti delle banche, dei fornitori e delle utenze, i debiti verso il personale da un lato e l’entità dei crediti verso la Regione dall’altro, rappresentano criticità insuperabili per l’Istituto che ha ripetutamente presentato la situazione alla Regione con la consegna di una specifica proiezione finanziaria, aggravata ora dalla impossibilità di ottenere ulteriore credito dal sistema”.
Le paure e i timori sono quindi diventati realtà (Core ne aveva già parlato qui), oggi la Fondazione ha un estremo bisogno di liquidità, alla Asl RmC viene chiesto di provvedere entro la fine dell’anno al pagamento di euro 7.700.000 per risarcire le prestazioni di riabilitazione eseguite ad oggi e per coprire parzialmente quelle del periodo 2005 - 2010. Come se non bastasse, mancano altri 20 milioni per far fronte agli impegni assunti - “non più derogabili” - con il personale, le banche, l’Inps e i fornitori.
Dopo che il 17 novembre il Tar, per l’ennesima volta, ha dato ragione al Santa Lucia il problema fondamentale diventa il tempo. Anche perché “tutti i tagli, le limitazioni, i ridimensionamenti avviati per decreto nei confronti della struttura vanno annullati. C’è una linea di condotta di un organismo pubblico che va in rotta di collisione con i diritti, le attività, le aspettative, i programmi di un ente privato che per le sue caratteristiche è equiparato ad un soggetto pubblico”.
Il lavoro svolto dal Santa Lucia non ha né paragoni né alternative sul territorio, il centro sull’Ardeatina ha letteralmente salvato migliaia di persone, rappresenta una reale speranza per tutti quei malati, e per le loro famiglie, che necessitano di servizi di riabilitazione. Decine di strutture sul territorio offrono un servizio di livello, ma convenzionale, nessuna però è in grado di assicurare il livello della Fondazione. La ricerca scientifica unita al ricovero e cura, come ha specificato la sentenza del Tar, fanno dell’istituto un “ospedale di alta specialità neuro riabilitativa” con il “diritto/dovere di erogare il servizio pubblico ai pazienti colpiti da patologie neurologiche quali le mielolesioni, le cerebro lesioni vascolari e traumatiche e le malattie degenerative del sistema nervoso centrale. Ora gli uffici di competenza della Regione dovrebbero prendere atto della situazione e fare la loro parte. O assumersi la responsabilità di mantenere la situazione in una fase intollerabile di stallo”.
Oggi, però, la situazione non è più di stallo. La gran parte dei partecipanti all’assemblea del 26 novembre - quella in cui è stata data la notizia della sospensione del servizio - è apparso determinato nel dare battaglia, “nell’organizzare la resistenza, mettendo in campo diverse forme di protesta, da quella di piazza, pacifica, a quella meno convenzionale giocata sul tavolo dei media, a quella legale. Si è parlato class action e di azioni legali singole e collettive. Sono state avanzate ipotesi di fonti alternative d finanziamento, addirittura di autotassazione da parte degli utenti. E in questa situazione nulla può essere dato per scontato”. Forse la soluzione potrebbe venire da ‘Oetzi’, un semplice internauta: “Se la Fondazione cambiasse Santo, da Lucia a Raffaele, risolverebbe i suoi problemi… Oltre un miliardo di debiti per buffi al di là e al di qua dell'oceano, in pratica dichiarato fallito, l'Ospedale di Don Verzè vedrà infatti all'opera in suo favore cordate private e vaticane… Too big to fail? No, too big its friends… Penso che sistemare il Santa Lucia costerebbe molto meno…”

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