Roma Tre, a rischio i contributi degli studenti
Secondo i dati diffusi dall' Udu, il terzo ateneo romano supera i limiti fissati dalla legge in materia di tasse universitarie
Potrebbe innescare un effetto a catena la sentenza del Tar di Milano che, qualche settimana fa, ha condannato l'università di Pavia per aver sforato i limiti consentiti dalla legge in tema di tasse universitarie. In questa materia le norme risalgono al 1997 e parlano chiaro. Il contributo posto a carico degli studenti non può superare la quota del venti per cento rispetto al finanziamento pubblico ricevuto dallo stato (Ffo ). L'ateneo lombardo ha oltrepassato questa soglia ed è stato condannato a restituire ai propri studenti 1,7 milioni di euro. L'Unione degli Universitari, che ha presentato il ricorso, ha incassato, così, una storica vittoria, creando contemporaneamente un pericoloso precedente per molte università Italiane. Dai dati diffusi dall' UDU risulta, infatti, che 33 atenei su 61 non rispettano le regole, sottraendo alle tasche degli studenti italiani ben 218 milioni di euro. Nella tabella stilata dall'Unione degli Universitari e pubblicata su Il Fatto Quotidiano, compare anche il nome dell' Università di Roma Tre. In base ai calcoli fatti dall' UdU, nel terzo ateneo romano il rapporto tra l'FFO e i contributi degli studenti sarebbe del 23,62% con un esubero di circa 4 milioni di euro. Le proteste di fronte a questi dati non si sono fatte attendere. Secondo gli Studenti Indipendenti “ lo sforamento del tetto 20% è inaccettabile. Un altro sistema per far quadrare i conti è possibile e lo dimostreremo. Non possiamo – aggiunge l'associazione studentesca di Roma Tre in un comunicato - essere noi studenti a dover pagare ulteriormente i tagli continuativi all’istruzione operati dai governi degli ultimi anni ”. Il superamento della soglia del 20 % è, in molti casi, una diretta conseguenza dei tagli perpetrati dal Governo Berlusconi al finanziamento destinato alle università. Ma la giustificazione non sembra sufficiente a sedare il malcontento degli studenti. “La nostra azione di informazione e socializzazione del problema – aggiungono gli Studenti Indipendenti - non si fermerà e si tramuterà necessariamente in forme di mobilitazione nell’Ateneo e di azioni a livello legale collettivamente sostenute”. I Collettivi universitari propongono, invece, soluzioni alternative alle vie legali. “Chiediamo al rettore Fabiani – dichiara il Collettivo di Giurisprudenza di Roma Tre - maggiore trasparenza sulla gestione delle casse universitarie. I contribuiti in esubero – rilancia il Collettivo - possono essere impiegati per migliorare i servizi rivolti agli studenti, come mense universitarie e studentati”.

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