L'olio di Roma Tre
Fondazione "Maruffi - Roma Tre", troppe ombre sulla gestione
Un parco di 96.000 metri quadrati con annessa villa del '400 alle porte di Ciampino. E' questo il patrimonio che i fratelli Maruffi donarono alla Fondazione "Maruffi - Roma Tre" nel 2008, in cambio di un vitalizio di 144.000 euro annui.
La motivazione dell'investimento da parte dell'Ateneo romano era di rilevare l'area "per scopi esclusivamente didattici", eppure dopo oltre due anni dall'avvio del progetto l'unico risultato tangibile sono i 1.850 litri di "eccellente olio biologico" prodotti dalla tenuta. L'olio sarà anche di buona qualità, ma sembra che sia costato caro ai bilanci dell'Ateneo; oltre alla rendita annuale per i donatori, sono stati impiegati ulteriori 80.000 euro di spese di gestione iniziale. Ma non è finita qui: secondo quanto riportato da una delibera del CdA di Roma Tre datata 22 giugno 2010, il contributo annuale dell'Ateneo alla Fondazione relativamente all'anno 2010 è passato da 200.000 a 300.000 euro, per riscendere a 270.000 euro nell'anno 2011.
Ad alimentare le perplessità su tutta la faccenda c'è anche il fatto che lo stesso Senato Accademico non risulta sia stato consultato neanche al momento della stesura dello Statuto della "Fondazione Maruffi", sebbene ciò sia previsto dal Regolamento Generale d'Ateneo (Art.18).
Sempre secondo il Regolamento Generale, il Senato Accademico avrebbe dovuto godere dell'esclusività della nomina dei rappresentanti dell'Ateneo negli organismi delle Fondazioni, ma a quanto risulta nello Statuto veniva già definita la Presidenza come automaticamente assunta dal Rettore di Roma Tre, ed un Consiglio di Amministrazione formato dal Presidente e due membri esterni dall'Ateneo, l'uno nominato dal Rettore sentito il CdA dell'Ateneo, l'altro indicato dal Ministero dell'Università e della Ricerca.
L'ultima novità riguarda la stipulazione in data 9 novembre 2011 di un accordo tra Roma Tre e la "Fondazione Maruffi" (quindi trattasi di un accordo stipulato da Fabiani nella duplice veste di Rettore di Roma Tre e di Presidente della Fondazione) in cui la seconda si assume per due anni la gestione degli uffici UPC e ILO (fondamentali per la promozione della ricerca) ottenendo ulteriori 170.000 euro annui dall'Ateneo.
Sulla validità degli investimenti non ci sono sufficienti elementi per pronunciarsi, ma un po' di trasparenza procedurale non guasterebbe.

Commenti