Cooperazione dal basso
Da Garbatella a Gaza, un filo diretto per l'indipendenza energetica
Al via la fase finale del progetto di cooperazione con il primo ospedale di Gaza City
Pronti, via! Destinazione Gaza City. Sono partiti ieri Paolo e Federico, i due giovani tecnici garbatelliani della cooperativa Energetica (Energie Rinnovabili), con l'obiettivo di finalizzare la realizzazione del progetto di cooperazione internazionale “Un futuro per Gaza!!!”.
Promosso dalla ong Progetto Sviluppo in collaborazione con il Centro Interuniversitario di Ricerca Per lo Sviluppo Sostenibile dell'Università La Sapienza, il progetto prevede la costituzione di un sistema di energia rinnovabile per i servizi di emergenza dell'ospedale di Al Shifa, principale struttura ospedaliera di Gaza.
L'obiettivo principale – sottolineano i tecnici di Energetica – è quello di garantire l'indipendenza energetica di una importante parte della struttura ospedaliera, la cui fornitura di elettricità è spesso interrotta a causa dei frequenti black out di energia imposti da Israele.
Nelle due settimane di missione che li attendono, i due tecnici provvederanno all'istallazione di un impianto a pannelli fotovoltaici della potenza di 9,5 KW che permetta il continuo funzionamento dei servizi d'emergenza dell'ospedale e in particolare dell'Unità Cure Intensive del Dipartimento di Cardiologia. Una volta istallato l'impianto tramite l'utilizzo di manodopera palestinese, il progetto vedrà inoltre la formazione di tecnici locali, il cui compito principale sarà quello di operare la manutenzione dell'impianto.
La realizzazione di “Un futuro per Gaza!!!” ha subito forti ritardi di natura politica. Il progetto, fermo dal 2008 a causa dell'inasprirsi della tensione nei Territori Palestinesi, è di recente uscito dall'impasse anche grazie ai cambi politici avvenuti ai confini di Israele. Infatti, sino ad ora la grande difficoltà di realizzazione riguardava l'approvvigionamento dei materiali. A causa dell'embargo israeliano e della connivenza dell'Egitto di Mubarak, tutti i trasporti destinati alla Striscia di Gaza subivano infiniti rallentamenti. I materiali destinati al progetto di Prosvil erano quindi rimasti nel porto di Brindisi, insieme ad altre forniture dell'UNHCR destinate alla Striscia di Gaza.
Ad un anno dalla rivoluzione egiziana, i materiali sono stati finalmente trasportati. Unica incognita, rimanevano da trovare dei tecnici montatori dei pannelli fotovoltaici disposti a recarsi in Palestina e, nello specifico a Gaza
Siamo stati contattati attraverso la rete Free Palestine Roma – raccontano Paolo e Federico – e non abbiamo esitato a fornire la nostra disponibilità per realizzare questo importante momento della campagna di sostegno diretto alla popolazione di Gaza.
“Un futuro per Gaza!!!” segna un importante passo verso la rottura dell'accerchiamento, mediatico e militare, che Israele sta imponendo alla popolazione palestinese. In una fase storica di evoluzione del conflitto in direzione di un'escalation di violenza a bassa intensità, giustificata all'opinione pubblica mondiale dalla presenza di attori “sgraditi” ai vertici dell'Olp, così come molti altri Stati, anche l'Italia ha ritirato i propri rappresentanti da Gaza disconoscendo il governo della Striscia. Ed è in questo contesto di isolamento che le campagne di solidarietà riescono comunque a svolgere il loro prezioso operato. Nel caso di un “Futuro per Gaza!!!”, la rete di cooperazione è composta da diverse realtà italiane e palestinesi, come ad esempio l'associazione degli Ingegneri dell'Università di Gaza, che fornirà i supporti tecnici in loco per la realizzazione del progetto. Cooperazione internazionale di primo livello, anche senza la Farnesina.

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