Polisportiva Città Futura: riaprono i cantieri

Riprendono i lavori della polisportiva “Città Futura”, dopo il sequestro nell’ambito dello scandalo dei mondiali di nuoto

Polisportiva Città Futura: riaprono i cantieri
di Adriano Manna
04/02/2012


Dopo quasi due anni e mezzo di lotta nelle aule giudiziarie il Città Futura ha ottenuto il dissequestro del cantiere di via dell'Arcadia, rendendo così possibile lo sblocco dei lavori che dovranno portare alla realizzazione di una piscina 34x21, un bar ristorante, un centro estetico ed un nuovo campo polivalente per il basket e la pallavolo.

I cantieri erano stati posti sotto sequestro l'8 settembre 2009, mettendo in bilico un investimento da parte del Comune di Roma, proprietario dell'area data in concessione alla polisportiva, che si attestava intorno ai 4 milioni d'euro.

La Cassazione aveva già accolto, nel febbraio del 2011, il ricorso presentato dalla polisportiva di via dell'Arcadia ordinando il dissequestro del cantiere e permettendo così la ripresa dei lavori, che dovrebbero concludersi entro settembre 2012, appena in tempo per la nuova stagione sportiva. A dare ulteriore ragione ai ricorsi avanzati dal Città Futura nelle aule giudiziarie è arrivata in questi giorni la sentenza del Consiglio di Stato, secondo cui il Commissario per i Mondiali di nuoto di Roma disponeva dei poteri per poter concedere le autorizzazioni alle società che avevano già ottenuto il necessario nullaosta (tra cui per l'appunto la polisportiva della Montagnola, che oltretutto aveva anche ottenuto l'approvazione del progetto da parte della Giunta e del Consiglio comunale).

Anche se la storia sembra avviata verso un lieto fine, sono comunque ingenti i danni che ha dovuto subire la società di via dell'Arcadia prima di veder riconosciuti i propri diritti; ferite che non è detto sia possibile rimarginare completamente: "sotto il punto di vista economico il danno è quantificabile in centinaia di migliaia di euro per la nostra polisportiva - ci racconta Fabio Cantoni, Presidente del Città Futura - poiché avevamo realizzato 45 pre-contratti con fornitori e dipendenti che sono andati tutti in fumo, senza contare il fatto che le banche da quel momento ci hanno negato qualsiasi prestito. Il Credito Sportivo in seguito al sequestro del cantiere aveva bloccato l'elargizione dei finanziamenti - aggiunge il Presidente Cantoni - ma i lavori ormai erano già avviati e la società costruttrice è stata costretta a coprire le prime spese. Finalmente già dal prossimo mese il Credito Sportivo sbloccherà i fondi per la ripresa dei lavori, ma allo stato attuale ci potrà fornire soltanto i primi 2 milioni del finanziamento, poichè nel frattempo le disponibilità economiche del Comune si sono drasticamente ridotte. Con la prima tranche di finanziamenti riavvieremo i cantieri, sperando che nel più breve tempo possibile si rimetta in moto tutta la macchina".

Il danno non è stato solo economico, ma anche d'immagine: "siamo stati messi nello stesso calderone giudiziario e mediatico con quelle società sportive private che non avevano ottenuto il nullaosta - sottolinea Fabio Cantoni - ma noi sapevamo di aver ragione e siamo andati dritti per la nostra strada. Per qualcuno eravamo diventati anche noi parte della cosiddetta cricca, senza considerare il fatto che per gli sportivi che ci sono rimasti vicino di certo non è stato piacevole dover fare attività sportiva accanto ad un cantiere abbandonato. Come possiamo dargli torto?".

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