Uno spettacolo sulle orme di Valerio Verbano

“Rosso Vivo” come Valerio: la memoria si fa teatro

In scena all'Ambra alla Garbatella dal 14 al 19 febbraio “Rosso Vivo” monologo di Alessandra Magrini tratto da “Sia folgorante la fine”

“Rosso Vivo” come Valerio: la memoria si fa teatro
di Daria Bellucco
14/02/2012


 

A trent'anni dall'assassinio di Valerio Verbano, nel 2009 la Provincia di Roma istituisce il premio a lui dedicato e fortemente voluto da Massimiliano Smeriglio Assessore alle politiche di lavoro e di formazione dell'XI Municipio.

Un premio che come sottolinea Smeriglio «non è solamente una procedura celebrativa, ma un moltiplicare la memoria attraverso una riflessione sull'oggi».

 

Ad inaugurare il premio è lo spettacolo Rosso Vivo, per la regia di Alessandra Magrini in arte Attrice Contro. L'attrice e regista mette in scena in un intenso e critico monologo, le parole della mamma di Valerio, Carla Verbano che nel suo libro “Sia folgorante la fine” ripercorre la vicenda come madre e come donna tenace alla ricerca della verità.

 

In scena Alessandra, il giovane Francesco Cogliati Dezza nel ruolo di Valerio silente, chiuso nella sua camera oscura, le immagini foto e video di quegli anni, opera di un grande lavoro di ricerca svolto dalla regista. Un approfondimento che ha portato alla nascita di un forte legame tra l'attrice e Carla Verbano che apre e chiude lo spettacolo leggendo brani del suo libro.

 

Un teatro militante quello di Alessandra che attraverso l'umanità di questo testo insieme storico e autobiografico vuole trasmettere un quesito fondamentale per ogni democrazia Chi è lo Stato? Dov'è lo Stato Sociale che dovrebbe tutelare i suoi cittadini?

 

Lo spettacolo, è insieme un dramma di madre e una ricerca sui depistaggi delle indagini. Un lavoro che da singolo è diventato collettivo per lo spontaneo coinvolgimento dei ragazzi del centro sociale Astra di Monte Sacro e della palestra popolare a lui dedicata. Uno spettacolo che non è memoria sterile, ma continua ricerca per un teatro che entra nella storia e nella vita.

 

Il premio Valerio Verbano si rivolge a ragazzi provenienti dai cinque centri di formazione professionale impegnati nella realizzazione di cortometraggi e corti teatrali su temi dell'impegno civile con lo scopo di sviluppare in zone periferiche e di disagio sociale curiosità e talenti nascosti.

 

La decisione di dedicarlo a Valerio, continua Smeriglio «è una scelta e un approccio politico, nonché un omaggio alla perseveranza della mamma di Valerio, Carla Verbano». Importante è quest'opera di avvicinamento a Valerio, un liceale di diciotto anni che usava la politica con lo scopo di migliorare la vita delle persone comuni, amante delle arti marziali e della fotografia che fu, al tempo stesso, la sua passione e la sua condanna. È evidente secondo i promotori del premio «la necessità per i giovani d'oggi di conoscere una ferita aperta non solo per Roma ma per l'intero paese».

 

La prevendita scontata dei biglietti è acquistabile alla Casetta Rossa di Garbatella in via G. B. Magnaghi.

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