“Garbatella Combat Zone” e “Storie Bastarde”, due autori e due storie di Roma a confronto
“Un Municipio da leggere” all’Urban Center Roma XI
Due scenari diversi come Garbatella e Ostia ma con un filo conduttore comune: la periferia e le problematiche di una generazione
31 marzo 2011
Da Garbatella a Ostia, il passaggio dagli anni ’70 agli anni ’80: questo è il contesto delle due opere letterarie che sono state presentate lo scorso 29 marzo presso la Casa del Municipio di via Nicolò Odero.
“Garbatella Combat Zone” (edito da Voland) è il primo romanzo di Massimiliano Smeriglio, assessore alla Provincia di Roma, classe ’66. Il protagonista di questo libro, Valerio Natali, si trova immerso in tutte quelle vicissitudini che fanno da sfondo ad una periferia metropolitana della fine degli anni ’70, tra rapine, traffici illegali e difficoltà di comunicare e progettarsi un futuro.
“Storie Bastarde” (edito da Avagliano) è il primo libro di Davide Desario, giornalista de “Il Messaggero”, classe ’71. Ambientato nell’estrema periferia di Ostia negli anni ’70 e ’80, le storie di Desario ci offrono uno spaccato tanto crudo quanto realistico di una terra di nessuno vista attraverso gli occhi di un gruppo di ragazzini di dieci anni.
Coordinata da Marta Bonafoni, direttrice editoriale di Radio Popolare, la doppia presentazione ha accolto diversi ospiti, tra cui il professore e sociologo Paolo De Nardis che ha cominciato il dibattito focalizzando i vari punti di intersezione tra due libri apparentemente molto diversi. In primo luogo De Nardis ha sottolineato che in queste due storie il carattere autobiografico, attraverso i loro personaggi principali, si fonde perfettamente con il territorio, delineandone i contorni e le problematiche. In secondo luogo, il sociologo ha messo in risalto l’aspetto della marginalità di queste due periferie alla fine degli anni ’70. Una marginalità non meramente territoriale quanto invece sociale, rispetto a un policentrismo urbano che, col passare del tempo, si è completamente dissolto.
Con la medesima chiave di lettura è intervenuto un altro ospite, Franco Giordano (componente del Coordinamento Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà), che ha evidenziato il percorso in un certo senso anticulturale con cui le periferie si sono sviluppate negli ultimi decenni. “Volevamo portare il centro nelle periferie, invece è avvenuto il contrario”. L’ex segretario di Rifondazione Comunista ha riconosciuto nelle periferie raccontate dai due giovani autori la mancanza di socializzazione e di comunicazione, soprattutto in Garbatella Combat Zone, dove le tre sfere generazionali (il nonno partigiano, i genitori sessantottini e il protagonista) non riescono a trovare un punto d’incontro all’interno di una società che sta accelerando vistosamente.
La parola è passata poi ai due autori. Davide Desario ha esordito presentando i personaggi che man mano s’incontrano nel suo libro. In un periodo in cui si tende a mitizzare le figure più negative di quelle borgate, l’autore ha voluto premiare gli eroi di tutti i giorni, i cosiddetti personaggi “secondari” che, in Storie Bastarde, sono posti invece in primo piano. Un’altra caratteristica del suo libro è proprio la narrazione di fatti e misfatti visti attraverso gli occhi di un bambino. “Un punto di vista basso, semplice, ma sorprendentemente lucido”. Desario passa poi a contestualizzare quella Ostia particolare che conosce molto bene. Quella periferia del mare e delle pinete ma anche dei traffici illegali per via della sua vicinanza all’aeroporto di Fiumicino. “Roma molto spesso si è dimenticata di Ostia - ci racconta il giornalista della Cronaca di Roma – diventando teatro di delinquenza e luogo adatto per trascorrere una tranquilla latitanza”. Per concludere l’autore ha voluto riconoscere i sostanziali mutamenti che la più lontana periferia della capitale ha subito negli ultimi anni, evidenziandone i pro e i contro: “è vero, non c’è più la piazza Gasparri di una volta, ma vogliono fare di Ostia una riviera romagnola o una Dubai e questo mi sembra impossibile quanto inammissibile”.
Il microfono è poi passato a Massimiliano Smeriglio che ha voluto subito precisare come uno dei focus principali nel suo Garbatella Combat Zone si concentri sull’aspetto interiore del personaggio. “L’animo della Garbatella è un dato acquisito nel mio libro. Sono i limiti, i pericoli e, soprattutto, la paura di progettarsi un futuro che fanno di Valerio Natali un personaggio incapace di esprimere gli affetti e di interpretare il suo tempo”. L’ex presidente del Municipio XI ha insistito proprio su quest’ultimo punto: “per la nostra generazione è stato molto difficile interpretare il passaggio agli anni ‘80”.
In conclusione ha preso la parola il presidente del Municipio XI Andrea Catarci, promotore dell’iniziativa. “Raccontare Roma non è assolutamente un’impresa facile, ma questi due autori sono comunque riusciti a focalizzarne una parte altrettanto difficile e complessa come quella di due periferie, lontane materialmente ma affini nelle loro problematiche”.

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