Buona Pasqua: ma non per tutti

Una Settimana Santa di ruspe, paura ed abbattimenti per i Rom della Capitale

Buona Pasqua: ma non per tutti
di Marco Cardaci
21/04/2011


“Dignità, sicurezza, igiene, illegalità” sono queste le parole più diffuse ogni qual volta un insediamento abusivo viene abbattuto. Il lunedì della Settimana Santa è toccato usarli a Giorgio Ciardi, delegato alla Sicurezza di Roma Capitale. Chi però, sulla propria pelle, ha pagato il prezzo per “un'area restituita alla dignità e finalmente rimessa in sicurezza” sono gli otre 180 Rom di origine romena che da anni occupavano l'ex Mira Lanza, in prossimità del "Ponte di Ferro".

Le dinamiche degli sgomberi sono spesso uguali: “tra poco arriviamo con le ruspe, dovete andarvene”, a volte minacce, altre violenza, quasi sempre la stessa proposta “le moglie ed i bambini possono andare in un centro di accoglienza del Comune, gli uomini non c'interessano”. Disgregare, disunire. Mai si pensa che, un nucleo familiare, possa voler restare unito, anche se questo significa restare per strada qualche giorno, prima di trovare un nuovo spazio da “adibire a casa”. Da questa scelta spesso il rifiuto ed il giro che ricomincia: in strada, ancora una volta, in attesa di un nuovo posto in cui metter su una baracchina e non per piacere, ma per mancanza di alternative.

Nel primo sgombero della Settimana Santa, avvenuto in contemporanea ad altri nella capitale, i Rom di Turnu Severin (Romania) non sono stati soli. Già la domenica, dopo la prima minaccia di abbattimento sono subito giunti al campo dei rappresentanti dell'Arpj Tetto Onlus, da anni attiva proprio negli insediamenti abusivi, di Popica Onlus, dell'Arci Roma, Alfredo Toppi consigliere del Municipio XV e, dopo qualche ora, anche il Delegato per il Sindaco alla questione rom: Najo Adzovic.

Dopo una fitta trattativa sembrava essere giunti ad una soluzione: gli spazi del C.A.R.A. a Castelnuovo di Porto sembravano essere pronti ad accogliere le famiglie con minori (oltre 60 al campo), le donne incinte e le persone con problemi di salute dell'ex Mira Lanza. Troppo bello per essere vero. Infatti, il giorno dopo, la già vista realtà: ruspe, proclami, annunci, fotografi e giornali pronti a documentare “la restituita dignità e la sicurezza” dell'area. Il Delegato per il Sindaco Najo Adzovic risulta irraggiungibile ed il consigliere comunale Santori etichetta nelle sue dichiarazioni  come “estrema sinistra” quelle realtà che, da anni, si spendono perché ai Rom come quelli della Mira Lanza venga effettivamente offerta loro un'alternativa alle baracche e alla situazione di degrado in cui sono costretti a vivere.

Buona Settimana Santa a quasi tutti dunque. Non ai 180 Rom dell'ex Mira Lanza che, dopo essere stati ospitati lunedì notte dalla Comunità Cristiana di base di San Paolo, dal giorno dopo si sono ritrovati nuovamente per strada. La maggior parte concentrate proprio davanti alla Basilica di San Paolo, in attesa di qualche “miracolo” o, più semplicemente, di un nuovo riparo di fortuna, mentre i proclami aumentano e lasciano chiaramente capire che le ruspe non si fermeranno.

Gli insediamenti dei Municipi XI e XV sono in fibrillazione. Lungotevere Dante e Ponte Marconi, sono quelli più vicini, mentre in tutta la città avanzano le ruspe che non risolvono ma che, invece, disperdono. La beatificazione di Giovanni Paolo è vicina, la Pasqua imminente, ma per tutti i Rom costretti a vivere nella miseria delle baracche di Roma non soffia un vento di festa. Solo cupe nuvole cariche di paura stanziano sopra le loro teste.

 

(Foto di Riccardo Di Virgilio)

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