“PAP! Prevenzione Anti Papilloma”
Parlare di prevenzione dei tumori del collo dell'utero al consultorio di via dei Lincei
Martedì 19 aprile, presso il consultorio di via dei Lincei, la Onlus “Una stanza tutta per sé” ha organizzato l'iniziativa “Pap! Prevenzione Anti Papilloma”, un incontro per discutere con alcune delle esperte impegnate nell'organizzazione dello screening contro il tumore del collo dell'utero nell'Asl RomaC. Partecipavano anche il collettivo femminista Le Ribellule e il laboratorio erboristico di ZK.
La dottoressa Capparucci e la citologa Luisa Schiboni hanno illustrato le procedure attraverso cui si previene un tumore evitabile, proprio grazie a una programma rivolto a tutte le donne tra i 25 e i 64 anni, chiarendo anche dubbi e problemi legati alle nuove sperimentazioni delle nuove partecipanti. L'obiettivo dello screening, che prevede dei controlli triennali sulle donne nella fascia d'età più a rischio, è quello di intervenire sul tumore prima ancora che questo si sviluppi, quando sono presenti delle lesioni curabili. L'importanza della partecipazione a un programma statale deriva anche da un migliore controllo, derivato da un lavoro di team e da continui aggiornamenti del personale medico e citologico che lo esegue. Lo screening per il tumore del collo dell'utero si accompagna a quello per il tumore al seno, che va a intervenire nella fase iniziale del carcinoma alla mammella, ma non può prevenirlo e a quello, appena partito, contro i tumori del colon retto.
Ma cos'è il pap test? Il pap test è un esame citologico, ovvero sulle cellule, del collo dell'utero, che si prelevano senza particolari traumi della donna. Il test va a individuare la presenza di lesioni più o meno gravi delle cellule causate dal virus “papilloma” (il tumore del collo dell'utero è stato il primo la cui causa è stata fatta risalire a un virus), che potrebbero portare a un tumore e va ripetuto ogni tre anni (questo tipo di carcinoma si sviluppa molto lentamente). Alcuni miti sul pap test sono stati sfatati, in particolare, non servirebbe a controllare altri tipi di infezioni oltre a quelli provocati dal papilloma, ma anzi, in presenza di esse o a ridosso delle mestruazioni, il risultato potrebbe essere falsato. È importante ricordare che il programma di screening non si rivolge solo alle italiane, ma anzi, cerca di entrare in contatto anche con donne straniere, che spesso non hanno avuto analoghi controlli in patria. Grazie al test, la mortalità per il tumore del collo dell'utero è in Italia tra le più basse al mondo.
Un nuovo strumento a disposizione delle donne nella prevenzione di questo carcinoma è il test hpv, che va a osservare la presenza del papilloma (il virus che provoca tumori del collo dell'utero, e non solo, ad esempio con forme meno gravi di infezione, come le cosiddette “creste di gallo”), ma è al momento sperimentato solo per cercare di allungare i tempi tra un pap test e l'altro fino a cinque anni. Anche perché, nonostante la percentuale di mortalità per questo tipo di malattia sia molto basso, la presenza del virus è rilevabile in una adulta su cinque, mentre non è scontato che la conduca a lesioni. Non c'è da preoccuparsi nemmeno se queste vengono individuate, anche perché molto spesso regrediscono, ma l'importante è seguire le procedure indicate dallo screening (ovvero proseguire i controlli con esami più accurati a distanza di sei mesi o un anno).
Per concludere, molti dubbi in merito al vaccino sono stati sfatati. Il nuovo vaccino contro il papilloma, infatti, preverrebbe circa l'80% dei tumori del collo dell'utero (nonostante riguardi solo due dei tipi di papilloma) ed è rivolto alle giovanissime (è gratuito solo per le dodicenni) perché è pienamente efficacie quando la donna non è infettata dal virus, che, come già ricordato, è molto diffuso, soprattutto nei primi anni di attività sessuale.
La discussione, partecipata da molte donne del municipio e non, è stata incalzata dalle domande, a dimostrazione di un grande bisogno di informazione sulla salute, femminile in particolare. Inoltre l'incontro ha ribadito l'importante ruolo che la sanità pubblica può svolgere nell'ambito della prevenzione oltre che della cura.

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