L’iniziativa “Puerto Abierto”, nella baia della capitale paraguayana, la pratica democratica per riprendersi gli spazi.

Acciòn Social!

Acciòn Social!
di Michela Cicculli* * Studentessa di Scienze Politiche, tirocinante MAE-CRUI presso l'ambasciata italiana ad Asunciòn, Paraguay.
03/06/2011


Aspetto, seduta sui gradini del tempio degli Eroi in Plaza de Nuestra Senora de Asunciòn, vedo alcune persone che manifestano contro gli sperperi della politica. Una storia già sentita, ma qui indigna anche di più; stipendi da superstar rispetto a quanto può guadagnare una lavoratrice domestica, un riciclatore di immondizia o un insegnante nella scuola pubblica. Ai piani alti chiedono la riduzione del 50% degli stipendi dei deputati , il messaggio è semplice e chiaro, parlano alla gente per partecipare, discutere, fare la politica, ora che la dittatura è finita e che si può leggere al megafono la Nuova Costituzione varata nel 1992. Arriva Yeny, salgo su velocemente, prima che la tempesta di clacson si scateni, al volo andiamo verso il porto. L’iniziativa, mi spiegano , è organizzata autonomamente dalla società civile per spingere le istituzioni a portare avanti gli impegni presi nell’ambito del progetto “Ciudadela Cultural”, firmato ad ottobre 2010 dal Segretariato nazionale per la cultura, dal Comune e dalla Direzione Nazionale per le dogane. L’obiettivo è recuperare il patrimonio del centro storico e lo stabilimento portuale, creare attrattive turistiche e potenziare lo sviluppo economico e culturale della città. Il traffico fluviale è notevolmente diminuito e molte infrastrutture sono state lasciate in stato di semi abbandono, permettendo che l’intera area diventasse chiusa ai cittadini si è contribuito alla creazione di una zona franca, quasi inaccessibile, proprio al centro della Baia. Ad opporsi al progetto sono in particolare gli attori sindacali del porto, che temono la perdita di posti di lavoro e di funzionalità dell’intera struttura. Mi accorgo di loro tentando di attraversare il cancello per raggiungere l’imbarcazione delle gite, chiedono i documenti “in forza degli accordi di commercio internazionale” “ma solo per raggiungere l’imbarco” avanzo io, “nome e cognome” ribatte l’uomo con la cartellina. Mi giro e me ne vado. Più volte sono stati rassicurati sulla totale continuità operativa dell’intera Istituzione Portuaria, pare che gli interessi siano altri e non proprio compatibili con l’ idea di cittadinanza attiva che il comitato di appoggio tenta di diffondere. Se le istituzioni hanno in mente di potenziare lo sviluppo economico della città, il comitato contribuisce proponendo e mettendo in campo azioni di pressione come questa “per il riconoscimento del diritto alla città, ad una città inclusiva caratterizzata da spazi accessibili e attrezzati, per fare in modo che lo sviluppo di diverse iniziative generi una dinamizzazione economica, attraverso il turismo, la promozione dell’artigianato, della gastronomia locale e della microimprenditorialità di vario genere”. L’appello è rivolto in particolare al Presidente della Repubblica Lugo e a tutte le istituzioni che hanno dato la loro parola per l’avanzamento dei lavori. Il Paraguay è un paese che sta familiarizzando ora con le istituzioni democratiche e con la partecipazione dal basso, molti dicono che di doversi ancora abituare al cambio avvenuto nell'89 con la fine della dittatura. In effetti lo storico “Partido Colorado” ha governato fino al 2008, anno in cui Lugo, il vescovo che ha lasciato i voti per la politica , è stato eletto. Le iniziative come questa dimostrano, qui come altrove, che se non è la gente a fare la politica, qualcosa verrà lasciato da parte, uno spazio abbandonato, un giardino , un cinema, un strada o forse un porto.

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