Cinema OFF porno

Pubblicato il 30 aprile 2017 | da Irene Salvi

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Né generi né confini: la prima edizione dell’Hacker Porn Film Festival

Fino a stasera al Pigneto la prima edizione della rassegna di cortometraggi, film e documentari porno/erotici che indaga corpi e piacere in ottica queer

No gender – no border. Parte da una prospettiva nettamente politica l’Hacker Porn Film Festival (HPFF), prima rassegna di cinema porno nella capitale. Dal 26 al 30 aprile al Pigneto – tra il Kino cinebistrot e il Nuovo Cinema Aquila – spazio a cortometraggi, film, documentari e performance a tema porno/erotico, trash e bizzarre, per “dare valore e visibilità alle produzioni indipendenti che fanno dei corpi, della sessualità e delle transizioni tra i generi nuovi soggetti d’indagine e ricerca“. In programma titoli della pioniera del porno femminista Erika Lust, Bruce La Bruce con il suo Refugee’s Welcome (sulle avventure amorose ed erotiche di un giovane rifugiato siriano), una retrospettiva del portoghese Antonio Da Silva (questa sera dalle 21.30) e molto altro.

Il festival, nato in collaborazione con il BUT FILM FEST di Breda e con il POP PORN FESTIVAL di San Paolo, assume il postporno “come scrittura in grado di scardinare i generi, le convenzioni linguistiche e il rassicurante cinema di intrattenimento a cui siamo abituati; virus che è in grado di destabilizzare, hackerare il sistema convenzionale di fruizione“, al fine di “stimolare dibattiti e interrogativi, ampliare i nostri confini esperienziali e incentivare una produzione e distribuzione indipendente nel nostro paese”. La scelta di produzioni e titoli non mainstream – come l’attenzione per lo sguardo queer e LGBTQI avvicinano la rassegna ai più collaudati festival porno di Toronto (precursore del genere, nato nel 2006 come Feminist Porn Award) e Berlino, distinguendolo dall’approccio patinato degli omologhi appuntamenti di Londra e New York (quest’ultimo sponsorizzato dal gigante PornHub). Al netto delle scelte artistiche e comunicative, in ogni caso, il fiorire di iniziative sul tema è prova della curiosità esercitata sul grande pubblico dal mondo delle produzioni pornografiche: mezzi d’intrattenimento e prodotti di consumo ma anche, inevitabilmente, barometro del grado di libertà sessuale (e non solo) di una società.

Nella giornata di ieri il Kino era affollatissimo; al Cinema Aquila la fila per la proiezione gratuita delle 21 ha costretto gli organizzatori a programmare una replica alle 23. pornoSi trattava di Porno&libertà (il perfetto sottotitolo è Porn to be free), premiato con il Nastro d’Argento 2017 per il Miglior Documentario, finanziato – dopo il rifiuto delle produzioni tradizionali, racconta il regista Carmine Amoroso – grazie a un crowfunding e infine prodotto, tra gli altri, da Francesco Costabile, ideatore dell’HPFF.

80 minuti di interviste e materiali d’archivio restituiscono una storia lunga trent’anni (dalla rivoluzione sessuale dei ’60 ad oggi) di passione, repressione e rottura nel Paese più cattolico del mondo, da sempre combattuto tra slanci libertari e pulsioni reazionarie, sperimentazione e conservazione, curiosità e censura. C’è Lasse Braun, che iniziò importando illegalmente riviste hard dalla Danimarca all’Italia nella sua valigetta di diplomatico e finì per costruire un impero; Riccardo Schicchi e Ilona Staller con la loro inarrestabile avventura, dai peep show itineranti agli arresti per oscenità, fino all’elezione di Cicciolina in Parlamento con la complicità di Marco Pannella; regist*, pornattivisti e performer come Helena Velena, che racconta il formidabile effetto del porno anche sui dogmi della militanza politica: «durante un’occupazione dell’Università di Bologna, a fine anni ’70, chiesi di scegliere il film da proiettare e scelsi Orgia Atomica. Non dimenticherò mai la gioia dei compagni che, “legittimati” dal contesto militante, potevano finalmente guardare un porno alla luce del sole! […] oggi in campo pornografico esiste una categoria per tutto: il rischio è che questo porti ad appiattire la carica dirompente e sovversiva del sesso, normalizzandolo a beneficio delle esigenze di mercato»).

Porno&libertà sarà nuovamente proiettato al cinema Apollo 11 (via Bixio 80/a), questa sera e domani alle 21; l’Hacker Porn Film Festival invece termina oggi con le ultime sessioni in programma e la festa serale di autofinanziamento al 30 formiche, dove avrà luogo anche la premiazione finale presentata da Lilith Primavera.


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