Cultura scomodo

Pubblicato il 18 maggio 2017 | da Irene Salvi

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Quartieri scomodi: a Moby Dick il documentario su Ostiense

Ieri la redazione di Scomodo ha presentato in via Ferrati il secondo capitolo di "Voci della Metropoli", dedicato all'area di Roma cresciuta intorno agli ex Mercati Generali

Ieri Moby Dick si è trasformata per qualche ora in un “punto scomodo”: su iniziativa del collettivo universitario Uni.insur lo spazio culturale di via Ferrati ha ospitato la presentazione dell’ultimo numero (il settimo) della rivista fondata nel 2016 da un gruppo di studenti medi e universitari romani.

Scomodo nasce con l’ambizione di “proporre un approccio alternativo ai contenuti”, dando voce a “ragazze e ragazzi appartenenti alle varie realtà politiche e sociali cittadine” e ripartendo dalla carta per riscoprire “un’informazione lenta, che garantisce e facilita un’attenzione maggiore nella lettura e parte proprio dal cartaceo come mezzo di diffusione”; da quasi un anno è distribuito con cadenza mensile in tutta Roma, ha raggiunto una tiratura di 7500 copie e sfoggia copertine disegnate da artisti e fumettisti di fama.

Il progetto si autofinanzia principalmente con le Notti Scomode, che consistono – secondo il modello della T.A.Z.temporary autonoumous zone, teorizzato nel ’91 dall’anarchico Hakim Bey – nell’occupazione di un luogo abbandonato per una notte, facendolo rivivere come spazio artistico e musicale. Al momento la redazione di Scomodo lavora anche al documentario in produzione Voci della Metropoli, “piattaforma multimediale attraverso la quale Scomodo racconterà Roma, i suoi quartieri e molto altro”.

Proprio un capitolo di questo lavoro in divenire è stato proiettato ieri a Moby Dick: dopo un primo episodio, dedicato al quartiere Tufello, l’inchiesta territoriale del progetto editoriale studentesco si è infatti spostata a Roma Sud e ha dato voce ad artisti e attivisti della zona Ostiense/Garbatella per raccontare un territorio complesso, creato per ospitare la classe operaia e oggi assediato da fenomeni di speculazione edilizia e gentrificazione.

Il focus di questo episodio è incentrato sulla voragine urbana rappresentata dagli ex Mercati Generali, un tempo cuore pulsante della distribuzione alimentare a Roma, accanto al quale negli anni ’30, per alloggiare le famiglie dei lavoratori, sorge la “borgata Concordia” (il nome che avrebbe dovuto assumere il quartiere Garbatella nelle intenzioni dei progettisti). A lungo luogo di lavoro e attivismo antifascista – si racconta come molti di coloro che durante il ventennio lì lavoravano alla giornata come facchini vi fossero costretti dall’impossibilità di accedere ad altri mestieri, proprio in quanto oppositori del regime –  è oggi un gigantesco spazio abbandonato, conteso tra fumosi progetti di riqualificazione, ambizioni speculative, conflitti politici e inchieste giudiziarie; un luogo simbolo della pluriennale incapacità della politica romana, che da decenni costringe a parlare di sè e continua a solleticare appetiti, polemiche e conflitti.

                                                 

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