Dispacci donne

Pubblicato il 3 maggio 2017 | da Irene Salvi

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Donne indomabili a Casetta Rossa

Oggi alle 18 la presentazione del libro di Davide Steccanella che racconta 41 vite femminili nel segno della sovversione e del cambiamento

Oggi in via Magnaghi si parla di donne. Donne ribelli, non allineate, indecorose, che con il loro attivismo o semplicemente con la loro esistenza differente hanno segnato un balzo in avanti per le società a cui appartenevano. L’occasione è la presentazione del libro Le indomabili – Storie di donne rivoluzionarie (PaginaUno edizioni, 2017): l’autore Davide Steccanella, avvocato e giornalista, racconterà – insieme a Erri De Luca, Barbara Balzerani e la blogger e attivista Valentina ‘Baruda’ Perniciaro – le 40 donne che ha scelto di inserire in questo saggio, che restituisce la metà della storia passata sotto traccia nelle cronache ufficiali.

“Ognuna di queste donne ha combattuto la propria battaglia secondo quello che era il proprio contesto storico, politico e sociale, mettendo in gioco la vita, gli affetti e le proprie certezze. Alcune sono morte combattendo. Altre hanno scontato molti anni di carcere o sono state costrette a fuggire dal loro Paese.
La prima, la francese Louise Michel, appartiene al passaggio tra i due secoli e l’ultima, Hedy Epstein, tedesca di Friburgo, figlia di deportati ad Auschwitz e da anni cittadina americana, si fa arrestare a novant’anni, negli anni della globalizzazione, mentre protesta contro il governatore del Missouri per l’uccisione di un ragazzo nero.
Nel lungo lasso di tempo che divide le loro esistenze scorrono poco meno di cent’anni, ma il racconto di queste quaranta storie è occasione per l’autore di ripercorre i più importanti fermenti rivoluzionari che hanno attraversato l’ultimo secolo del secondo millennio”.

donneDiviso in quattro sezioni, Le indomabili parte dal Novecento, “secolo delle rivoluzioni”, con le storie di Louise Michel e Rosa Luxemburg; attraversa l’oceano per presentarci Petra Herrera detta ‘Pedro’, combattente nelle truppe di Pancho Villa durante la rivoluzione messicana; vola nella San Pietroburgo del 1917, in piena Rivoluzione d’ottobre, da Aleksandra Michajlovna Kollontaj (prima donna ministra nella storia di Russia) e Inessa Armanda; racconta la Guerra civile spagnola – con gli occhi dell’attivista antifascista Dolores Ibárruri – e la resistenza al nazifascismo in Germania e in Italia. Torna poi nel continente americano per illuminare le lotte per i diritti civili e l’antirazzismo militante di Rosa Parks, Angela Davis e Kathleen Cleaver; la rivoluzione cubana di Haydée Tamara Bunke Bider e Monika Ertl (che vendicò Che Guevara uccidendone l’assassino in un attentato ad Amburgo), le “guerrigliere della selva“, Bernardine Dohrn dei Weather Underground e le attiviste contro la guerra in Vietnam. E poi il ’68 e il movimento femminista in Usa e in Italia, la lotta armata di Gudrun Ensslin, Ulrike Meinhof, Margherita Cagol, Elisabeth von Dyck e Barbara Balzerani (che sarà presente all’incontro) in Germania e in Italia ma anche in Spagna e Irlanda;  Fusako Shigenobu, fondatrice dell’Armata Rossa nel Giappone degli anni ’70 (arrestata nel 200 dopo oltre trent’ anni di latitanza), la palestinese Leila Khaled e la curda Leyla Qasim, rappresentanti femminili di interi popoli in lotta. A chiudere questa vertiginosa panoramica di donne indomabili le sezioni “L’Italia e la guerriglia diffusa” e “Gli anni del riflusso, il terzo millennio globale e le ultime tre rivoluzionarie del ‘900” (Cesarina Carletti, Caterina Picasso, Hedy Epstein).
Queste donne, ciascuna a suo modo e vivendo il proprio tempo, hanno fatto la storia. Oggi saranno ricordate in nome delle altre migliaia che vivono e lottano senza riconoscimento: indomabili ma anche – troppo spesso – invisibili, ieri come oggi, chissà domani.


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