Dispacci

Pubblicato il 20 marzo 2017 | da Irene Salvi

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Newroz 2017, ad Ararat feste e falò per allontanare i tempi bui

Da domani fino al 25 marzo i festeggiamenti per il capodanno curdo al centro socio-culturale di Testaccio, in attesa che il Tar si pronunci sul ricorso contro lo sgombero intimato dal Comune

Per il popolo curdo la tradizione vuole che il primo giorno di primavera coincida con l’inizio di un nuovo anno. Così, da domani al 25 marzo, la comunità curda romana festeggerà il suo capodanno.
Il Newroz, termine tradotto come “nuovo giorno”, nasce nel 612 a.C. quando – secondo la leggendail fabbro Kawa uccise il tirannico re Dehak liberando il popolo dei Medi, antenati dei curdi, dall’oppressione degli Assiri. Si tramanda che dopo la vittoria Kawa abbia acceso un fuoco in cima a una montagna per diffondere tra i popoli la notizia della liberazione: per questo, ancora oggi, i festeggiamenti consistono in balli collettivi e musiche tradizionali intorno a un grande falò.

Secondo la nota di UIKI Onlus (Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia), si tratta di “una festa di pace, libertà e democrazia. Questi valori sono fondamenti di ogni società e attualmente più che mai in pericolo. La difesa risoluta e collettiva di quei valori è un chiaro no alla guerra e alla dittatura: questi valori sono capisaldi anche del Newroz di quest’anno”. Il popolo curdo – in particolare coloro che vivono in Turchia – attraversa uno dei momenti più difficili della sua storia travagliata: stretto tra la sete di potere di Erdogan e la guerra in Siria, con l’ingombrante presenza russa nell’area, ha comunque saputo esprimere il più risoluto fronte militare anti Isis (grazie alle YPG/YPJ, le forze militari popolari maschili e femminili) e dotarsi di una nutrita rappresentanza con il voto del giugno 2015 che ha portato nel Parlamento turco 59 deputati dell’HDP (Partito Democratico dei Popoli).

Dal novembre 2016 però i leader dell’HDP – insieme a centinaia di insegnanti, giornalisti, giudici arrestati dal governo di Ankara nella foga autoritaria seguita al fallito golpe dello scorso luglio – sono in carcere: il suo presidente Selahattin Demirtas lo scorso febbraio è stato condannato a 5 mesi di reclusione per aver “denigrato la Nazione, la Repubblica e le istituzioni turche” mentre la deputata Figen Yuksekdag, numero due del partito, si è vista revocare il seggio in Parlamento dopo la conferma in appello della condanna per “propaganda terrorista” (l’accusa era basata sulla sua partecipazione, nel 2012, al funerale di un esponente del partito comunista marxista-leninista Mlkp).

UIKI ricorda che, anche prima della recente deriva autoritaria, “il governo turco aveva già terminato il dialogo per una soluzione politica della questione curda e intensificato la guerra in Kurdistan. Centinaia di civili sono stati uccisi e interi quartieri sistematicamente distrutti dall’esercito. Parallelamente a questi sviluppi la Turchia ha avviato una politica di espansione nella vicina Siria e in Iraq […] l’obiettivo in questa aggressione che viola ogni diritto umano sono i risultati progressivi dei curdi e dei loro alleati regionali”, riferendosi all’esperimento della Federazione Democratica del Rojava nel nord della Siria, che “con i suoi principi di equità democratica, ecologia e di genere è il modello futuro per l’intera regione”.

Per i curdi di tutto il mondo “quest’anno il Newroz si svolge in un contesto di pesante stato d’assedio e sarà al tempo stesso un modo per contestare il prossimo referendum del 16 Aprile […] che vuole imporre e legittimare il regime dittatoriale in Turchia”; araratma per la comunità curda romana, questi tempi portano con sé anche il rischio di perdere uno spazio fondamentale. Al centro socio-culturale Ararat, attivo dal maggio 1999 presso il Campo Boario di Testaccio, è stato infatti intimato circa un anno fa e, di nuovo, il mese scorso il rilascio dei locali in attuazione della delibera 140 del 2015. Per dopodomani, 22 marzo, è prevista la prima udienza di merito del TAR in base al ricorso presentato dagli attivisti.

Nell’attesa di riposte dalle istituzioni, curdi di Roma e solidali festeggeranno il loro diciottesimo Newroz in largo Dino Frisullo con musica tradizionale, incontri, cene, proiezioni e murales: il programma completo è disponibile sulla pagina FB Rete Kurdistan Roma.

 

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