Dispacci piuma di mare

Pubblicato il 2 marzo 2017 | da Irene Salvi

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Ai libri serve spazio: Piuma di Mare ri-occupa

Quasi due mesi dopo lo sgombero di Alexis ex Acea, mentre lo stabile resta sotto sequestro e il progetto di autorecupero è congelato, una nuova occupazione in via Ostiense 106 reclama socialità e cultura indipendente

“Un nuovo fiore è nato in via Ostiense”. Così gli attivisti di DecideRoma, poche ore fa, annunciavano l’occupazione di un nuovo spazio in via Ostiense n. 106. Siamo accanto all’ex Centrale Termoelettrica Montemartini (attualmente polo espositivo dei Musei Capitolini) e soltanto a pochi metri dal civico 124, dove la libreria indipendente Piuma di Mare era nata e cresciuta: la casa di studenti e precari Alexis, occupata nel 2008 e sgomberata in attuazione di un sequestro giudiziario lo scorso 10 gennaio. Lo sgombero, oltre a lasciare molte persone senza casa, ha interrotto il processo che era stato avviato con la presentazione di un progetto di autorecupero; progetto presentato nel corso dell’assemblea pubblica tenutasi ad Alexis il 2 dicembre 2016 – a cui partecipavano, oltre a moltissimi attivisti e abitanti del quartiere, l’assessore all’urbanistica del Comune di Roma Berdini e il presidente del Municipio VIII Paolo Pace – finalizzato alla realizzazione di dieci appartamenti di edilizia residenziale pubblica e un piccolo spazio sociale. Con un duplice scopo: fornire una casa a chi resta escluso dall’inaccessibile mercato immobiliare romano e “proporre un’alternativa alla gentrificazione” (in un quartiere, l’Ostiense, che ne rappresenta un esemplare laboratorio a cielo aperto) e un “presidio di partecipazione e democrazia dal basso“. 

Di questo progetto faceva parte anche Piuma di Mare, da oltre un anno sede di incontri e presentazioni di libri, “un luogo culturale fuori da dinamiche di mercato […] che affronti il tema del libro e della lettura da un punto di vista indipendente”, concepito come “spazio capace di accogliere e rispondere a bisogni basilari, non un luogo dell’in più e della distrazione superficiale”. Da subito era stato lanciato un appello per chiedere l’assegnazione di “uno spazio del municipio, in maniera che il patrimonio culturale raccolto non venga disperso e possa continuare il nostro lavoro culturale”. Ma nonostante la solidarietà arrivata da artisti, case editrici, realtà militanti, commercianti e abitanti del quartiere, a due mesi di distanza nulla è cambiato: complici anche le peripezie politiche e giudiziarie che hanno destabilizzato la giunta Raggi, nonché le dimissioni di Berdini (che si era fatto garante e promotore del progetto di autorecupero) lo stabile di via Ostiense 124 resta sotto sequestro e i libri continuano a languire negli scatoloni.

Per questo oggi studentesse e studenti, attiviste e precari tornano a reclamare l’impegno delle istituzioni locali: il presidente del municipio Pace, visitando la nuova occupazione, avrebbe dichiarato la propria disponibilità a lavorare per la sua assegnazione. Intanto alle 17 sono stati invitati scrittori, fumettisti, teatranti e cittadini per un reading pubblico e un’assemblea.

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