Dispacci municipio

Pubblicato il 29 marzo 2017 | da Irene Salvi

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Fotografia di un Municipio senza Pace

A pochi giorni dalla scadenza del termine per il ritiro delle dimissioni del presidente, le esperienze sociali e solidali del territorio fanno il punto in un'assemblea

Lo scorso 16 marzo Paolo Pace ha presentato le proprie dimissioni da presidente del Municipio VIII.  A pochi giorni dalla scadenza del termine per il ritiro (la legge concede al dimissionario 20 giorni di ponderazione) un’assemblea nella sala del Consiglio di via Benedetto Croce ha fotografato la situazione di un municipio senza amministrazione attraverso il racconto delle esperienze sociali e solidali attive sul territorio. L’appuntamento è stato convocato dalla Coalizione Popolare per il Municipio VIII dell’ex presidente Andrea Catarci, secondo il quale «le dimissioni di Pace parlano chiaro: sono un’ammissione di inadeguatezza rispetto alla sfida del governo del territorio, peraltro comprensibile visto l’andazzo cittadino che soffoca anche le (eventuali) energie positive presenti tra le fila dei 5 stelle. Ma a farne le spese non deve essere il protagonismo sociale dei quartieri, che oggi è rappresentato in quest’assemblea e che non può essere azzerato».

Volontari, attivisti e operatori di oltre venti realtà locali – dal Csoa La Strada agli occupanti di piazza Pecile, dalle associazioni ambientaliste a quelle che propongono attività ludiche, artistiche o sportive per bambini e ragazzi – hanno raccontato le difficoltà di lavorare, tra scarsità di risorse e legacci burocratici, in un territorio senza governo.municipio

Nonostante le mosse distensive del Comune – tra cui l’invio sul territorio di vari consiglieri comunali e un incontro con la sindaca in Campidoglio – Pace ha infatti ritenuto che non ci fossero le condizioni per proseguire in un’esperienza di amministrazione inaugurata appena 10 mesi fa, bacchettando la parte di maggioranza che ritiene responsabile di “remare contro” in Municipio e puntando il dito, in un’intervista di poco precedente alle dimissioni, su “atteggiamenti che potrebbero portare danni alla collettività e al M5S”. Considerato che prima del presidente avevano già optato per la rinuncia all’incarico tre dei suoi assessori municipali, non sembrano esistere le condizioni per un rilancio della giunta: le ipotesi in campo sarebbero perciò quella di un integrale rimpasto nella composizione del governo locale o, in alternativa, il commissariamento del Municipio VIII in vista di nuove elezioni.

L’inattività degli amministratori locali – conseguenza inevitabile di eventi che sembrano riprodurre in miniatura quanto accade nella giunta cittadina, piagata da inchieste e defezioni – ha ricadute estremamente concrete, dalla mancata manutenzione di strade e spazi verdi alla latitanza su temi più grandi, come l’infinita vicenda di piazza dei Navigatori (oggetto di  una nuova, discussa delibera capitolina approvata la scorsa settimana) o gli ex Mercati Generali (su cui pare si sia consumata la definitiva spaccatura tra Pace e la sua maggioranza). Ma i giorni passano e poco o nulla accade: mentre il presidente dimissionario, parlando con l’Adnkronos, si dice deluso dai chiarimenti che in questi giorno avrebbe aspettato, invano, dal Comune, la situazione in Municipio sembra nitidamente riassunta nell’esordio di uno degli interventi all’assemblea di ieri: «ad oggi, la cosa più sconcertante è che non sta succedendo nulla».

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