Glocal Messico

Pubblicato il 30 maggio 2017 | da Irene Salvi

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La candidata del Messico ribelle

Sarà María de Jesús Patricio Martínez, medico tradizionale e attivista del popolo Nahua, la candidata dell'EZLN-CNI per le presidenziali del 2018: è la prima volta che gli zapatisti scelgono di partecipare ad un appuntamento elettorale

La chiamano Marichuy, ma il suo vero nome è María de Jesús Patricio Martínez. Nata a Tuxpan (nello stato di Jalisco, Messico centrale) il 23 dicembre del 1963, María è un’indigena Nahua, esperta di medicina tradizionale e attivista per i diritti umani. Su di lei è caduta la scelta dell’EZLN e del CNI – Congresso Nazionale Indigeno – per l’occasione riuniti in un nuovo organo denominato Consiglio Indigeno di Governo (Cig) composto da 71 delegati e delegate in rappresentanza delle oltre 58 diverse culture originarie del Messico – al momento di individuare un rappresentante dei popoli originari per le elezioni federali messicane, che si terranno nel 2018 e vedranno per la prima volta la partecipazione di zapatisti e popolazioni indigene.

La scelta di partecipare alle consultazioni – annunciata nel corso dell’incontro L@s zapatistas y las ConCiencias por la humanidadtenutosi in Chiapas alla fine del 2016 – non è stata semplice né indolore; storicamente l’Ejercito Zapatista de Liberaciòn Nacional non ha avuto contatti con la politica istituzionale messicana, conducendo le proprie battaglie su piani differenti. Le ragioni sono chiarite in un documento intitolato Que retiemble en sus centros la Tierra (Che tremi nei suoi centri la Terra, qui in italiano): “Considerando che l’offensiva contro i popoli non cesserà, ma che vorrebbero farla crescere fino a cancellare ogni traccia di ciò che siamo come popoli della campagna e della città, portatori di profondi malcontenti che fanno sorgere anche nuove, diverse e creative forme di resistenza e di ribellione, il Quinto Congresso Nazionale Indigeno ha determinato di iniziare una consultazione in ognuno dei nostri popoli per smantellare dal basso il potere che ci impongono dall’alto e che ci offre un panorama di morte, violenza, spoliazione e distruzione.

A questo scopo, la scelta è di “nominare un consiglio indigeno di governo la cui parola sia incarnata da una donna indigena, delegata del CNI come candidata indipendente che partecipi a nome del Congresso Nazionale Indigeno e dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale nel processo elettorale dell’anno 2018 per la presidenza di questo paese. Ratifichiamo che la nostra lotta non è per il potere, non lo cerchiamo, bensì che chiameremo i popoli originari e la società civile a organizzarsi per bloccare questa distruzione, rafforzarci nelle nostre resistenze e ribellioni, ovvero nella difesa della vita di ogni persona, ogni famiglia, collettivo, comunità o quartiere […] È il tempo della dignità ribelle, di costruire una nuova nazione per tutte e tutti, di rafforzare il potere dal basso e alla sinistra anticapitalista, e che paghino i colpevoli per il dolore di questo Messico multicolore“.

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