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Pubblicato il 10 luglio 2014 | da Michela Cicculli

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A Barcellona il meeting europeo verso la Scuola Popolare dei Diritti

La Scuola Popolare dei diritti al centro dell'incontro europeo cui ha preso parte il network delle Agenzie Diritti impegnate nella costruzione di percorsi partecipati in tre municipi romani (VI, VII e VIII)

Dopo gli scorsi appuntamenti di Lione e Bruxelles, i partner del programma Grundtvig 2014 (finanziato dall’Unione europea) si sono ritrovati a Barcellona per discutere di cittadinanza, buone pratiche e allargamento dei diritti a partire dall’abitare in Italia, Belgio, Francia, Spagna e Ungheria. A ospitare l’incontro l’Osservatorio sui diritti umani DESC e la PAH (Plataforma de los Afectados por la Hipoteca), protagonisti della lotta contro gli sfratti durante la bolla immobiliare spagnola. Qui, negli ultimi cinque anni, sono state eseguite più di 500.000 ejecuciones hipotecarias e – solo nel 2013 – le banche sono entrate in possesso di 50.000 case. Questa “normalizzazione della barbarie”, denunciano al grido di “Stop Desahucios”  e “Sì se puede” (www.afectadosporlahipoteca.com), verrà contrastata con la disobbedienza civile; almeno finché Madrid non sceglierà di approvare la legge di iniziativa popolare sostenuta da un milione e mezzo di firme per la diffusione degli affitti a canone sociale, il blocco degli sfratti e contro il primato degli interessi economici delle lobby bancarie.

Dai francesi del DAL (Droit au logement) arriva anche l’esperienza dei quartieri popolari, salvati dalla speculazione grazie all’intervento dei cittadini singoli e di associazioni che hanno ottenuto il cambio di destinazione dei fondi statali per le demolizioni in favore della riqualificazione; quindi ristrutturazione del patrimonio esistente, nuove case popolari, un rifugio per i senza casa e un rinnovato edificio scolastico (www.droitaulogement.org).  Esperienza simile a quella del “Comitato di Sviluppo Locale di Piscine di Torre Spaccata”, raccontato dall’Agenzia del Municipio VII che lavora per la riqualificazione dell’area commerciale nella zona romana di Cinecittà. Il comitato di sviluppo locale – spiegano gli operatori – è formato da cinquanta soggetti tra associazioni, cooperative sociali e artigiani, con il progetto comune della rigenerazione urbana e della gestione cittadina del patrimonio pubblico abbandonato (www.comitatosviluppolocale.org).

La Scuola popolare dei diritti, dunque, vuole immaginare un percorso di scambio esperienziale e formazione partecipata per i cittadini dei paesi partner: un progetto ancora in costruzione che poggia sull’organizzazione dal basso e la partecipazione attiva dei cittadini, come soluzioni percorribili per contrastare le forme di impoverimento e riaggregare il tessuto sociale colpito dalla crisi.  Il prossimo appuntamento è previsto a Roma, all’inizio del 2015.

 

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