Resistenze

Pubblicato il 14 gennaio 2013 | da Federico Patacconi

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I primi passi di una nuova antimafia all’assemblea di daSud

Ieri una lunga giornata di proposte per tracciare le basi di un nuovo tipo di lotta alla mafia. Numerosi gli interventi della società civile, dell'associazionismo e della politica, tra cui anche Nicola Zingaretti

“L’antimafia come abbiamo imparato a conoscerla fino ad oggi è parte del passato”, “la delega alla società civile e alla magistratura deve lasciare il passo all’assunzione delle responsabilità della lotta alla mafia da parte di tutti i cittadini”. Questi i messaggi che daSud ha voluto lanciare con Restart Antimafia. Sabato 12 gennaio presso il Goethe Insitut di Roma si è svolta l’assemblea congressuale dell’associazione, in occasione della quale da ogni parte d’Italia sono accorsi politici, rappresentanti delle associazioni e artisti che hanno voluto costruire insieme il nuovo tracciato dell’antimafia.

 

La vera novità è il ruolo della politica. Un ruolo di primissimo piano che segni la fine della diffidenza nei confronti delle istituzioni. Unire l’azione della società civile e della magistratura a quella della politica, necessaria per il vero cambiamento, è il vero perno dell’assemblea. Nicola Zingaretti, candidato del PD alla Regione Lazio, fa a questo proposito delle proposte concrete dell’agire politico “Importante è la ridefinizione dei ruoli e degli strumenti di lotta, per evitare la continua delega della lotta alla mafia. Dobbiamo poi combattere per la trasparenza della pubblica amministrazione tramite l’open data, per colpire il cuore della corruzione in Italia e infine imporre, entro un anno di lavoro, la legge sulla partecipazione e il testo unico regionale sulla sicurezza.”

 

A gran voce si sono fatte sentire anche le associazioni che combattono la criminalità organizzata. Esse hanno denunciato la totale assenza di qualsiasi supporto istituzionale e soprattutto la mancanza di fondi per poter agire in maniera efficace. Da Bologna a Scampia le piccole associazioni vedono sfumare i loro sogni di costruire un domani migliore a causa della cecità delle istituzioni. Ancora al centro, quindi, dei problemi dell’antimafia è la carenza di fondi e liquidità che colpisce anche le imprese, favorendo l’infiltrazione e l’insediamento mafioso.

 

Ma Restart Antimafia non è solo questo. Il progetto di daSud è, infatti, di istituire un osservatorio sui media che moniti il grado di consapevolezza e le modalità di azione della politica nei confronti del fenomeno mafioso. “Quest’osservatorio” ci dice Danilo Chirico, presidente di daSud “ha una duplice funzione: da una parte mette a disposizione dei cittadini le informazioni utili per capire cosa sta succedendo; dall’altra porte vogliamo che diventi un’opportunità e uno strumento anche per la politica” e aggiunge “ci sarà sicuramente un appuntamento con gli eletti per la verifica del lavoro svolto. Dobbiamo sfruttare questa nuova stagione di politici antimafia costruendo un progetto che coinvolga tutti.”

 

Partecipazione, condivisione dei programmi e delle mete, necessità di stringere le maglie della rete. Questi i punti cardine della giornata organizzata da daSud che ha saputo dimostrare come, quando si lotta insieme per il bene comune, le differenze tra politica e società civile possano assottigliarsi fin quasi a scomparire.




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