Resistenze

Pubblicato il 21 gennaio 2013 | da Fabio Ferrari

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Municipi, trasformazione alle porte. O forse no?

Lo scorso 15 gennaio è scaduta invano la proroga dei termini per la consegna della nuova mappa dei municipi. Ora (forse) toccherà al prefetto.

La riforma dei municipi voluta dalla trasformazione amministrativa di Roma Capitale sembra essere rimasta in panne. Saltata la formale consegna della nuova mappa in Prefettura, prevista per lo scorso 10 dicembre pena l’intervento diretto del ministero dell’Interno, la Giunta capitolina aveva beneficiato di un’ulteriore proroga del prefetto fino al 15 gennaio. Trascorso anche quest’ultimo termine, il silenzio si fa assordante.

Le difficoltà per l’approvazione del piano di trasformazione hanno riguardato in gran parte le modifiche territoriali connesse alla riduzione dei municipi dagli attuali 19 a 15. Ostacoli di natura “politica”, che hanno visto scontrarsi maggioranza e opposizione, dato che la trasformazione delle circoscrizioni comporterà un notevole riequilibrio degli assetti elettorali.

 Tra le proposte della commissione capitolina riforme istituzionali, il piano attualmente più accreditato sembrerebbe prevedere, oltre all’estensione del centro storico, la nascita diuna grande circoscrizione semicentrale, comprensiva dei quartieri dell’attuale II – Flaminio, Parioli, Salario, Trieste – a cui si aggiungeranno quelli del III: Nomentano (piazza Bologna) e San Lorenzo. A seguire, l’unione tra i Municipi VI e VII e l’accorpamento tra IX (il territorio all’esterno dell’anello ferroviario) e X Municipio. Indenne da trasformazioni territoriali il Municipio XI.

“Sono convinto che entro le prossime elezioni amministrative lo Statuto di Roma Capitale sarà definitivamente approvato – ha dichiarato Andrea Catarci, Presidente del Municipio XI – anche se non è ancora chiaro chi deciderà, tra Assemblea Capitolina e prefetto, quale sarà l’assetto territoriale della città. Ritengo che siano comunque tante le criticità di una riforma che, sebbene ispirata ai principi del decentramento amministrativo, non ha potenziato le competenze dei municipi attribuendo loro spazi di autonomia finanziaria, ma ha invece accentrato il potere nelle mani della Giunta capitolina.”

All’indomani del terremoto politico scatenatosi con la caduta del governo Monti le manovre elettorali stanno turbando tutti i partiti, sia a livello nazionale che locale. Se lo stop alla legislazione ha di fatto bloccato la riforma amministrativa delle province, la trasformazione di Roma Capitale è rimasta, fin’ora, al riparo da ripensamenti imposti dal cambio di congiuntura politica. Siamo di fronte a un traguardo a portata di mano, dunque, i cui ostacoli al raggiungimento sembrerebbero dovuti solo ad una fibrillazione istituzionale tesa ad azzeccare la prossima equazione elettorale. Come al solito.

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