Resistenze

Pubblicato il 21 maggio 2013 | da Federico Patacconi

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Roma 70 a colori, un murales per un quartiere in fermento

Il murales è stato realizzato sul muro del mercato rionale. Grande la partecipazione dei giovani del quartiere

“Enjoy Roma70”. Questo recita il grande murales che da sabato si affaccia su via Erminio Spalla, ospitato dalla parete del mercato di quartiere. A guardarlo sembra essere la porta d’ingresso a questo territorio in cui l’attivismo sociale è ormai realtà affermata. Proprio i giovani del quartiere hanno organizzato una giornata di street art e musica rap dal vivo nel piazzale antistante al mercato, durante la quale è stata realizzata la scritta. Artisti provenienti da tutto il municipio hanno risposto con prontezza ed entusiamo alla proposta dei ragazzi di Roma 70, rendendo possibile un evento che ha visto una larga partecipazione giovanile.

“L’evento #coloriamoRoma70 è una delle tante iniziative che abbiamo realizzato in questi tre anni di attività” dichiara Andrea Cerreti, presidente dell’associazione Nessun Dorma, che negli ultimi anni ha realizzato la riqualificazione di alcune aree verdi abbandonate, la creazione di un orto urbano e di un gruppo d’acquisto solidale nel quartiere, con l’obiettivo di “migliorare la realtà che ci circonda, partendo dal luogo in cui viviamo”. “In questo caso” continua Cerreti “abbiamo deciso di migliorare un muro degradato che per noi ha un valore particolare, in quanto rappresenta la scenografia del Roma 70 live, il più importante evento musicale rivolto ai giovani del nostro quartiere, e siamo davvero molto felici del risultato ottenuto.”

Ma Roma 70 è anche teatro di difficoltà e problemi sociali, come evidenziato dalle inchieste di CORE di questo mese. Tutte queste criticità sono legate alla progettazione stessa del quartiere e alla sua attuale gestione da parte delle istituzioni. La zona, realizzata negli anni ’70, era stata pensata come “quartiere dormitorio”, privo cioè di spazi di aggregazione di qualsiasi tipo, primo fra tutti una piazza. Quei pochi luoghi che avrebbero potuto supplire a questa carenza sono oggi vittime della privatizzazione o nelle mani di associazioni legate a partiti.

Da alcuni anni, però, in molti hanno iniziato a lottare per dare al quartiere una nuova vita. Questo evento ha lasciato la prova tangibile di tutto ciò che si muove a Roma 70. “Abbiamo voluto trasmettere un messaggio preciso” conclude Cerreti “e penso che ci siamo riusciti: i giovani di Roma 70, più che un problema da controllare, sono una risorsa da sfruttare a favore di tutta la cittadinanza. Basta concedere loro uno spazio dove potersi riunire e lasciarli liberi di dare sfogo alle proprie energie. Il risultato sarà una ventata di colore, musica ed entusiasmo.”

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