Resistenze femminismo

Pubblicato il 9 marzo 2017 | da Irene Salvi

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Dentro e oltre l’8 marzo: percorsi di genere al liceo Socrate

Ieri milioni di donne in tutto il mondo hanno manifestato per chiedere la fine di ogni violenza e discriminazione. Le studentesse del liceo classico di Garbatella si sono preparate all'appuntamento con una settimana di iniziative, dedicate a temi di attualità e all'incontro con personalità della lotta femminista trascurate dalla storiografia ufficiale

“Sette giorni per abbattere stereotipi di genere, guardare oltre la società patriarcale e praticare un’idea di scuola diversa”. Nell’avvicinarsi della giornata dell’8 marzo, che ieri ha portato decine di migliaia di persone in piazza a Roma nel quadro di una mobilitazione globale (il #FeminiSTRIKE) che ha coinvolto oltre 50 Paesi in tutto il mondo, le studentesse del liceo Socrate si erano poste un obiettivo ambizioso. Lo hanno perseguito organizzando – con il collettivo politico Galeano – un’intensa settimana di incontri, dibattiti, proiezioni e momenti di condivisione di conoscenze con i loro compagni e compagne di scuola, per “praticare e generare anticorpi per la nostra generazione”.

femminismoL’iniziativa “Generi diversi, mete comuni” ha previsto lo studio delle figure di donne del passato – artiste, politiche, militanti – che hanno combattuto ruoli e destini loro imposti dalla società: da Ipazia a Tina Modotti, da Artemisia Gentileschi a Nilde Iotti fino ad Angela Davis, Rosa Parks, Emmeline Pankhurst, Adele Bei e Carla Verbano. Seguendo le scelte di ciascuna classe le aule del liceo sono state intitolate a una donna del passato o del presente “facendone propria, oltre al nome, la sua biografia”. Lo scopo era mettere in luce personalità che hanno contribuito in modo fondamentale allo sviluppo civile e culturale delle comunità a cui appartenevano e che troppo spesso sono rimaste tagliate fuori dalla storiografia ufficiale, quella che hanno scritto e gli uomini e che viene insegnata quotidianamente nelle scuole: non a caso una delle rivendicazioni contenute negli 8 punti per l’8 marzo stilati dall’assemblea Non Una di Meno, promotrice delle mobilitazioni di ieri in tutta Italia, riguarda la cultura della formazione e l’educazione alle differenze nella scuola pubblica come imprescindibile strumento di contrasto alle discriminazioni basate sul genere. Nella settimana dall’1 all’8 marzo si sono inoltre tenuti cineforum e incontri su tematiche di attualità, come “le drammatiche conseguenze dell’obiezione di coscienza“.


Ospite al liceo Socrate anche Linda Laura Sabbadini (esperta di statistica ed ex-direttrice dell’ISTAT) che ha guidato in Italia il processo di rinnovamento radicale nel campo delle statistiche sociali, introducendo per prima le variabili di genere nelle rilevazioni e nell’analisi dei dati, perchè secondo le studentesse anche “i tassi di disoccupazione, la forbice salariale tra uomo e donna, le cifre della violenza che ancora uccide sono più che mai l’obiettivo da ridisegnare”.

Una studentessa riassume così il senso dell’iniziativa: «Qualcuno mi ha chiesto cosa ci fosse ancora da manifestare per strada, dato che ormai le donne “si sono emancipate”. E proprio questa mobilitazione che abbiamo portato avanti a scuola mi ha aiutata a trovare una risposta. Conoscendo le lotte che le donne a cui abbiamo intitolato le aule del liceo e gli obiettivi da queste raggiunti, mi ha resa consapevole del fatto che c’è ancora tanto da fare. C’è ancora tanta violenza da eliminare e tante donne che non conoscono il loro diritto di essere libere: ad esempio ragazze che credono sia “normale” farsi dire dal proprio fidanzato come vestirsi e cosa non indossare».Socrate

E sulla strada ancora da percorrere, ma anche sull’enorme potenziale di cui dispongono per incidere sulla realtà e scrivere una storia differente, le ragazze del Socrate sembrano avere idee molto chiare. A conclusione di questa settimana scrivono: “la consapevolezza è un’arma che troppo spesso ci viene sottratta. Terminiamo oggi questa mobilitazione, verso ed oltre l’otto marzo, scendendo in piazza per chiedere parità di diritti a partire dalla quotidianità, affinché la nostra generazione prenda una posizione precisa sull’emancipazione femminile e sulla parità di genere”.

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