Slow Food Italia è un’associazione no profit riconosciuta a livello internazionale. Tra i propri fini, promuove la difesa della biodiversità alimentare e l’educazione al gusto.

L’associazione sostiene in tutto il mondo i progetti di filiera corta e espleta il ruolo di consulente strategico di Eataly.

Scopriamo in questa guida quali sono i suoi compiti. Vediamo tutti i dettagli e le informazioni più importanti sul progetto Presidi Slow Food ed etichette “narranti”.

Slow Food: quali sono i compiti nei confronti di Eataly?

I compiti di Slow Food nei confronti di Eataly sono ascrivibili ai seguenti:

  • collaborazione nell’ideazione dell’attività formativa e della cura dei contenuti del materiale didattico,
  • indicazione dei potenziali futuri fornitori, identificati mediante adeguati criteri di selezione.

Slow Food Italia partecipa al progetto di Eataly e si impegna a ridare valore al cibo “buono, pulito e giusto” nell’alimentazione quotidiana e nel rispetto delle persone, dell’ambiente e delle tradizioni locali.

Ogni giorno Slow Food lavora in 150 Paesi per promuovere un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti, in armonia con ambiente ed ecosistemi.

La partecipazione dell’associazione no profit Slow Food Italia nel progetto di Eataly non ha alcun intento speculativo.

Pertanto Il simbolo della chiocciolina viene utilizzato solo per le attività gestite direttamente dall’associazione o negli spazi dedicati ai Presìdi.

Associazione no profit Slow Food: quali sono gli obiettivi della sua mission?

In tutto il mondo, l’associazione no profit Slow Food conta su un fitto network di soci, amici e sostenitori e ogni giorno si impegna affinchè possa raggiungere i seguenti obiettivi.

#1. Difendere il cibo vero

Un cibo che cessa di essere merce e fonte di profitto, per rispettare chi produce, l’ambiente e il palato!

La contraffazione dei prodotti alimentari rappresenta un grave rischio per la nostra salute. Prima di tutto quando vengono utilizzati ingredienti di bassa qualità o addirittura tossici provenienti da altri Paesi.

A livello comunitario manca una normativa che obbliga a dichiarare l’origine degli ingredienti sull’etichetta.

Attualmente, l’etichettatura di origine è obbligatoria solo per certi alimenti: miele; olio d’oliva; frutta e verdura fresca; pesce; carni bovine, suine, ovine, caprine e avicole (fresche, refrigerate o congelate).

La mancanza di una normativa vigente a livello europeo ha favorito il proliferare di agromafie.

Di conseguenza l’associazione no profit Slow Food, Coldiretti e Campagna Amica supportano le principali organizzazioni di agricoltori e di tutela dei consumatori europee.

Chiede all’Unione Europea di imporre l’obbligo dell’etichetta di origine, allo scopo di tutelare la salute pubblica, prevenire le frodi e garantire il diritto dei consumatori a una corretta informazione.

I cittadini italiani ed europei hanno il diritto di essere protetti e di ricevere informazioni accurate sul cibo che scelgono di acquistare.

Per questo, dal 22 gennaio 2019 è possibile firmare la petizione #STOPCIBOANONIMO per difendere la salute e per prevenire le frodi alimentari che cagionano danni alla collettività e all’economia.

#2. Promuovere il diritto al piacere per tutti

Dare il giusto valore al cibo, vuol dire anche dare la giusta importanza al piacere: l’associazione Slow Food promuove il diritto al piacere per tutti, la diversità delle ricette e dei sapori e riconosce la varietà dei luoghi di produzione.

Valorizzare la cultura gastronomica è sinonimo del fatto che mangiare è molto più che alimentarsi: oltre alla ricetta ci sono produttori, territori, emozioni e piacere che devono essere preservati e tutelati.

Non a caso, l’associazione Slow Food promuove lungo tutta la penisola, dal Nord al Sud, una serie di eventi che uniscono arte e gastronomia, archeologia e psicologia, venendo ad indagare a 360 gradi il mondo del buon cibo e del buon gusto.

#3. Coinvolgere le future generazioni

L’attenzione agli sprechi, la valorizzazione della biodiversità e del buon cibo, la lotta alle frodi alimentari e la costante attenzione dei consumatori all’etichettatura e all’origine degli ingredienti: sono tutti obiettivi che consentono alle future generazioni di aiutare il pianeta. Quindi Slow Food coinvolge scuole e famiglie in attività ludico-didattiche.

Progetto dei Presìdi Slow Food per favorire la biodiversità

L’associazione Slow Food favorisce la biodiversità e dà valore all’agricoltura locale e protegge i prodotti a rischio di estinzione con l’Arca del Gusto.

In Italia i Presìdi Slow Food italiani sono oltre 200 e coinvolgono oltre 1600 piccoli produttori: contadini, pescatori, casari, fornai, norcini, pastori e pasticceri.

Per identificarli al meglio i Presìdi Slow Food sono identificati dal marchio “Presidio Slow Food” che viene riportato sulle etichette dei prodotti.

Raffaella Ponzio dell’ufficio Presìdi Internazionali di Slow Food è intervenuta in merito alle etichette “narranti”: “Secondo Slow Food, l’approccio convenzionale al cibo non permette di capire se un alimento è prodotto nel rispetto degli ecosistemi e dell’ambiente, né se è conforme ai concetti di giustizia sociale e di diritto dei lavoratori”.

I piccoli prodotti artigianali spesso risultano penalizzati con etichette legali ma incomplete e insufficienti per dare risalto alla qualità dei prodotti.

Etichetta Narrante: dall’origine del prodotto

Con la finalità di proporre ai consumatori un’informazione più completa e trasparente, Slow Food ha avviato nel 2011 il progetto dell’etichetta “narrante”.

Il progetto è stato creato in collaborazione con il Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino. Il progetto espleta analisi e consulenze sui Presìdi in Italia e nel mondo.

Di conseguenza per la stessa associazione no profit Slow Food, la qualità di un prodotto alimentare consiste innanzitutto in una “narrazione” che inizia dall’origine del prodotto.

Certamente è fondamentale dare informazioni sulle caratteristiche dell’ambiente e del territorio.

I dati che dovrebbero essere sempre presenti sono:

  • metodi di conservazione e di commercializzazione
  • tecniche di lavorazione utilizzate
  • sostenibilità ambientale
  • caratteristiche organolettiche
  • caratteristiche nutrizionali dei prodotti

Ad oggi sono circa 70 i produttori dei Presìdi Slow Food di vari paesi ad aver realizzato e adottato l’etichetta narrante.

Le etichette narranti degli ortaggi e della frutta descrivono

  • la tipologia di trattamenti somministrata
  • le caratteristiche della varietà
  • le modalità di diserbo
  • le modalit di irrigazione
  • le tecniche di coltivazione
  • le tecniche di fertilizzazione

Per i prodotti caseari (formaggi), le etichette “raccontano” le tipologie di allevamento, l’alimentazione del bestiame e la tecnica di lavorazione e di stagionatura.

Per maggiori informazioni e per poter visualizzare alcune delle etichette già realizzate dai Presìdi Slow Food, basta consultare www.fondazioneslowfood.it/etichette-narranti.

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