Nato a partire dagli anni ’10 del XXI secolo, Wu Ming indica un collettivo di scrittori molto affermati nel campo della letteratura, del sapere e delle tante altre forme d’arte variegate e ramificate attualmente apprezzate dai critici.

Wu Ming: la storia e la sua evoluzione nel campo scientifico-letterario

I protagonisti di Wu Ming che con il tempo hanno fondato la Wu Ming Foundation sono tre giovani entusiasti del proprio lavoro, acculturati ed abbastanza consapevoli dell’importanza della letteratura e dell’inchiesta nel campo scientifico e letterario.

Questo gruppo di giovani è formato da due elementi che si identificano attraverso i nominativi Wu Ming 1, Wu Ming 2 e Wu Ming 4 che nascondono, a loro volta, il vero nome (e cognome) dei principali autori della fondazione.

Così, sotto il nome di Wu Ming 1 viene identificato Roberto Bui; sotto Wu Ming 2 si cela Giovanni Cattabriga e, in ultimo, Wu Ming 4 indica il nome di Federico Guglielmi, ultimo asso portante dell’associazione di scrittori con il quale termina la lista di nomi e cognomi resa disponibile sul web in rigorosa progressione alfabetica.

Nessuna corporazione o associazione segreta: la scelta di un appellativo che si può considerare peculiare è insita nella volontà, da parte degli autori del gruppo, di usare un nome d’arte che li rappresenti nel mondo del sapere e della letteratura.

Il collettivo, fin dagli anni della sua fondazione, ha attraversato momenti particolari che si possono riassumere in un periodo di florida crescita, fino ad arrivare ad alcuni momenti critici dove il medesimo si è visto costretto a compiere un passo indietro, facendo pura auto-critica su quanto costruito mediante gli anni più intensi di attività.

Un blog è successivamente nato come semplice forma di espressione, successivamente curato per diventare un vero e proprio laboratorio di ricerca dove poter contenere un corposo quantitativo di scritture di vario spessore culturale.

Wu Ming: La non identificazione degli oggetti di narrazione

La caratteristica peculiare che contraddistingue questo valido collettivo dai tanti altri gruppi di espressione che esistono sul web, è insita nella volontà di non identificare, tramite nomenclature precise, gli oggetti della narrazione.

Così, secondo quanto si apprende dai più veritieri canali di comunicazione, il collettivo ha sempre voluto esplorare il mondo della narrazione toccando varie tipologie di espressione.

Una fra tante, quella considerata ibrida, ovvero culturalmente priva di riferimenti diretti all’oggetto di quanto narrato. Il primo lavoro che può essere considerato un esperimento di quanto i protagonisti del collettivo tenevano a cuore realizzare fu “Asce di Guerra“, un romanzo molto interessante, ideato in stretta collaborazione con Vitaliano Ravagli e pubblicato nell’ormai lontano duemila.

Trattandosi di una vera e propria prova attraverso la quale il collettivo desiderava testare le proprie abilità ed il valore della propria fatica, l’esperimento si rivelò non riuscito alla perfezione, portando Wu Ming 1, Wu Ming 2 e Wu Ming 4 a ridimensionare le proprie aspirazioni.

Il gruppo fece un passo indietro, ammise i propri errori e da quelli cercò di ripartire, comprendendo l’importanza di sapersi confrontare in un mondo, quello della scrittura, assai difficile, variegato e particolare in tutte le sue sfaccettature.

Wu Ming: il registro linguistico ed i generi adottati dal collettivo

Attraverso le loro più valide sperimentazioni nel campo della scrittura, quella che oggi viene identificata come Wu Ming Foundation ha saputo costruire, tassello dopo tassello, il proprio ruolo all’interno del panorama linguistico e culturale.

Assai degne di nota si rivelano, ad esempio, le affermazioni di Tommaso De Lorenzis, critico ed esperto di scrittura a trecentosessanta gradi che in occasione di un incontro pubblico, rivelò le sue impressioni circa la non identificazione degli oggetti narrativi, dichiarando:

A furia di parlare di “oggetti narrativi non identificati”, di leggerli, compararli, “smontarli” per capirne i congegni, scriverli quand’è possibile, credo che sia emerso un preciso sapere pratico.

Dagli esperimenti che si possono considerare più frivoli, il collettivo ha saputo prendere tutto quanto di buono costruito negli anni, rivelando tutt’altro che vani i loro tentativi di migliorarsi sotto l’aspetto culturale e letterario riguardo a quanto era capace di restituire agli appassionati.

Uno dei generi maggiormente apprezzati dal collettivo è, ad esempio, quello fantastico.

Il libro “Cantalamappa” (pubblicato nel 2015), così come “Il Piccolo Regno” (2016), “L’eroe imperfetto” e “Difendere la Terra di Mezzo“: sono solo alcuni degli esempi circa la scelta di genere adottata dai professionisti della Wu Ming Foundation.

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